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giovedì 14 marzo 2013

Problema del giorno

Tre amici entrano in un albergo.
La camera costa 30 euro.
Ognuno paga 10 euro, quindi il receptionist incassa 30 euro.
Poco dopo, il proprietario si accorge che quel giorno la camera era in promozione e doveva costare 25 euro.
Dà quindi 5 euro al fattorino perché li restituisca ai tre clienti.
Il fattorino però decide di tenere 2 euro per sé e restituisce 1 euro a ciascun cliente.
Quindi:
ogni cliente ha pagato 9 euro (10 - 1)
in totale i clienti hanno pagato 27 euro
il fattorino ha tenuto 2 euro.
27 + 2 = 29.
Dov’è finito l’euro mancante?

SOLUZIONE
I clienti hanno pagato 27 euro.
Il fattorino ha tenuto 2 euro.
27 + 2 = 29.
Ma quei 27 euro comprendono già i 2 euro del fattorino.
Infatti:
25 euro → all'albergo
2 euro → al fattorino
Totale: 25+2=27
che è esattamente quanto hanno pagato i clienti.
Quindi non devi fare: 27+2  ma: 272=25

mercoledì 13 marzo 2013

Il Mito della Caverna

Il Mito della Caverna, descritto da Platone nella sua opera La Repubblica, non è solo un racconto antico, ma una potente metafora sulla conoscenza umana e sull'educazione.
Si immagini una caverna sotterranea. Al suo interno, dei prigionieri sono incatenati fin dall'infanzia, rivolti verso una parete di fondo. 
Non possono muovere la testa né il corpo. Alle loro spalle brucia un fuoco e, tra il fuoco e i prigionieri, corre un muretto lungo il quale passano delle persone portando statue e oggetti che sporgono sopra il bordo.
Le fiamme proiettano le ombre degli oggetti sulla parete di fronte ai prigionieri.
Non avendo mai visto altro, i prigionieri sono convinti che quelle ombre siano gli unici esseri reali esistenti e che le voci degli uomini che passano provengano direttamente dalle sagome scure.
Cosa accadrebbe se uno di questi prigionieri venisse liberato? 
Inizialmente, il movimento risulterebbe doloroso. Guardando verso la luce del fuoco, i suoi occhi ne resterebbero abbagliati.
In questa fase, il soggetto proverebbe confusione: le figure reali che ora vede gli sembrerebbero meno vere delle ombre a cui era abituato. Il passaggio dall'illusione alla realtà non è immediato, ma richiede un faticoso processo di adattamento.
Se il prigioniero venisse trascinato fuori dalla caverna, l'impatto con la luce del sole sarebbe ancora più violento.
Inizialmente riuscirebbe a guardare solo le ombre delle cose nel mondo esterno, poi i riflessi nell'acqua.
Solo alla fine potrebbe alzare lo sguardo verso gli oggetti reali (i fiori, gli alberi) e, infine, verso il Sole stesso.
Il Sole rappresenta l'idea del Bene: la fonte ultima che rende visibili tutte le cose e permette la vita. 
In quel momento, l'ex prigioniero capirebbe che la caverna era solo una copia sbiadita e distorta del mondo vero.
Il mito si conclude con una nota drammatica. Se l'uomo decidesse di tornare nella caverna per liberare i suoi compagni, i suoi occhi, ormai abituati alla luce, farebbero fatica a distinguere le ombre nel buio.
I compagni lo deriderebbero, convinti che il suo viaggio fuori gli abbia rovinato la vista. 
Essi opporrebbero resistenza al cambiamento, arrivando persino a uccidere chi tentasse di sciogliere le loro catene. 
Il mito si conclude sottolineando che il vero saggio non è chi fugge dal mondo, ma chi accetta di tornare nel "buio" per tentare di risvegliare le coscienze altrui. 
Il ritorno è il tentativo di costruire una società basata non sulle ombre della convenienza, ma sulla luce della giustizia.


martedì 12 marzo 2013

Parola del giorno

UGGIOSO (aggettivo)
Significato: che provoca noia, malinconia o fastidio; spesso riferito al tempo grigio e monotono o a situazioni oppressive e tristi.
Etimologia: da "uggia", termine antico che indicava un senso di noia e malumore.
Esempio:
La giornata uggiosa invitava a restare in casa con un libro.
Il film aveva un ritmo così lento da risultare uggioso.
Un silenzio uggioso avvolgeva l’intero ufficio.

RETICENTE (aggettivo)
Significato: che evita di dire tutto ciò che sa o pensa; poco incline a parlare apertamente.
Etimologia: dal latino reticens, participio di reticere ("tacere", "restare in silenzio").
Esempio:
Durante l’interrogatorio rimase reticente su molti dettagli.
È una persona intelligente ma estremamente reticente riguardo alla vita privata.
Il testimone appariva nervoso e reticente. 

lunedì 11 marzo 2013

La Torre Eiffel

La Torre Eiffel è uno dei monumenti più riconoscibili del pianeta. 

Venne costruita a Parigi per l’Esposizione Universale del 1889, organizzata per celebrare il centenario della Rivoluzione francese. Il progetto fu guidato dall’ingegnere Gustave Eiffel.

La struttura:

• è composta da oltre 18.000 elementi metallici

• pesa circa 10.000 tonnellate

• raggiunge oltre 300 metri di altezza

Per molti anni fu la struttura artificiale più alta del mondo.

Per l’epoca rappresentava un’enorme sfida tecnica per:

• l'utilizzo avanzato del ferro

• il montaggio estremamente preciso

• la resistenza al vento studiata scientificamente

La forma curva della torre non è solo estetica, ma distribuisce le forze del vento in modo efficiente.

Oggi è amatissima, ma inizialmente molti artisti e intellettuali la consideravano brutta e inutile.

Alcuni la definirono addirittura "un mostro di ferro".

Con il calore estivo il metallo si espande e la torre può diventare più alta di alcuni centimetri.

La torre avrebbe dovuto essere smontata dopo alcuni decenni. Fu mantenuta perché utile come antenna radio e struttura per telecomunicazioni.

La Torre Eiffel è diventata simbolo della Francia e uno dei monumenti più visitati al mondo.


domenica 10 marzo 2013

Problema del giorno

Un autobus parte vuoto.
Alla prima fermata salgono 10 persone.
Alla seconda fermata:
scendono 3 persone e salgono 5 persone.
Alla terza fermata:
scendono 4 persone e salgono 2 persone.
Di che colore sono gli occhi dell'autista?

SOLUZIONE
Un autobus parte vuoto...e poi ti racconta tutte le fermate per distrarti.
Ma la domanda finale è: di che colore sono gli occhi dell'autista?
L'unica persona di cui non viene detto nulla è l'autista.
L'autista sei tu, perché stai seguendo il viaggio dell'autobus.
Quindi la risposta corretta è: del colore dei tuoi occhi.

sabato 9 marzo 2013

Problema del giorno

Una lumaca si trova in fondo a un pozzo profondo 10 metri.
Ogni giorno:
sale di 3 metri
ma ogni notte scivola indietro di 2 metri.
Dopo quanti giorni riuscirà a uscire dal pozzo? 

SOLUZIONE
Praticamente sale di 1 metro al giorno.
Dopo 8 giorni, la lumaca è a 8 metri.
Il 9° giorno, sale di 3 metri, quindi arriva a 11 metri.
A quel punto è già uscita dal pozzo, quindi non scivola più indietro.
La lumaca esce il 9° giorno.

venerdì 8 marzo 2013

Fotosintesi clorofilliana

Le piante hanno inventato la tecnologia più incredibile del mondo.
Mentre noi dobbiamo andare al supermercato per mangiare, loro "cucinano" il pranzo da sole, usando aria, acqua e luce solare.
Questo processo è la fotosintesi ed è il motivo per cui noi siamo vivi.
Per fare questo, alla pianta servono tre cose:
- luce del Sole: è l'energia
- acqua: che assorbono dalle radici
- anidride carbonica: un gas che noi scartiamo quando respiriamo e che le piante "mangiano" attraverso dei minuscoli forellini sulle foglie chiamati "stomi".
Una volta che la pianta ha "mescolato" luce, acqua e aria, ottiene:
- zucchero (glucosio): è il vero cibo della pianta. Le serve per crescere, fare i fiori e diventare forte. È energia pura in forma solida.
- ossigeno: questo è lo "scarto" della pianta, quindi lo libera nell'aria. Ed è proprio quell'ossigeno che noi respiriamo.
Senza la fotosintesi non ci sarebbe ossigeno per respirare.
Dentro le foglie ci sono delle cellule che funzionano come dei laboratori in miniatura. 
Qui si trova la clorofilla, che è la sostanza che rende le piante verdi.
La clorofilla agisce come un pannello solare: cattura i raggi del sole, usa quell'energia e la trasforma in materia solida, foglie e frutti. 
La fotosintesi ha bisogno di energia luminosa per avvenire. 
Di notte, quindi, si ferma. 
Tuttavia, le piante sono esseri viventi e, come noi, devono "respirare" per restare in vita. 
Durante il giorno: la pianta compie sia la fotosintesi sia la respirazione. Poichè la fotosintesi è molto più intensa, la pianta produce molto più ossigeno di quello che consuma, rilasciandolo nell'aria. 
Durante la notte: senza luce, la fotosintesi si interrompe. La pianta continua solo a respirare, assorbendo una piccola quantità di ossigeno ed emettendo anidride carbonica. 
L'idea che le piante "rubino" tutto l'ossigeno durante la notte è un'esagerazione. 
Una pianta di medie dimensioni produce molta meno anidride carbonica di quanta ne produca un essere umano o un animale che dorme nella stanza insieme a noi.